Quando vince la lotta operaia
Parla Carmen Nappo, lavoratrice ex Whirlpool. A cura di Vito Nocera.

Vito Nocera — Carmen, la serata del 27 maggio al teatro comunale di Massa di Somma è stata un successo. Fate bene a rivendicare sempre il risultato della lotta operaia.
Carmen Nappo — È il punto essenziale da cui parte ogni nostro ragionamento: senza la nostra testardaggine, una strenua e difficile battaglia, cortei, blocchi stradali, manifestazioni e capacità di negoziare con le istituzioni, non ci sarebbe il risultato di cui oggi parliamo.
Vito Nocera — In particolare voi donne siete state davvero il cuore pulsante di quella resistenza.
Carmen Nappo — Noi donne e l'insieme delle famiglie, come hai avuto modo di vedere nel corso di questi anni e anche nella serata di Massa di Somma, siamo stati tutti uniti: genitori, nonni, figli. Mentre noi lottavamo, alcuni dei nostri ragazzi studiavano e hanno fatto la tesi di laurea proprio sulla Whirlpool e sulla deindustrializzazione dell'area orientale di Napoli. Questa lotta è stata un evento straordinario, per questo ha vinto.
La vittoria e il nuovo polo produttivo
Vito Nocera — Descrivici un po' in cosa si è concretizzata questa vittoria.
Carmen Nappo — Il sito di via Argine sta diventando un polo produttivo per la filiera delle energie rinnovabili. L'investimento che abbiamo strappato tiene insieme l'industria, l'innovazione e il lavoro. In sostanza, la nostra lotta ha aperto un varco importante per tutta la città di Napoli. Lavoreremo allo sviluppo di impianti e prodotti pensati per ottimizzare trasformazione, gestione e integrazione dell'energia.
Vito Nocera — Tea Tek, la casa madre di tutto il progetto, mi pare un'impresa solida e seria.
Carmen Nappo — Sì, il gruppo Tea Tek ha una presenza diffusa, specializzata nel settore delle infrastrutture per la transizione energetica, ed è dotato di importanti tecnologie. Un gruppo con circa 900 dipendenti, con produzioni dislocate in quattro continenti, tre solo in Italia, e con un fatturato in crescita. È un settore emergente e innovativo che avrà qui il suo cervello direzionale. Nel progetto sono previsti un centro di formazione e la centralità del Cral, che dovrà svolgere un ruolo rispetto al territorio aprendo le attività sociali al quartiere. Noi lavoreremo in Italian Green Factory, società del gruppo nell'area ex Whirlpool.
Vito Nocera — Non solo imprese, però: siete riusciti a coinvolgere anche la presenza pubblica.
Carmen Nappo — Sì, la presenza nel capitale sociale e nella gestione di Invitalia ci dà fiducia e rafforza l'intero progetto. Invitalia accompagnerà il progetto per i prossimi cinque anni. La bonifica dell'area ex Whirlpool di via Argine è praticamente conclusa e ora è in corso la realizzazione del capannone produttivo: una grande struttura con 60 pilastri di sostegno.
Il piano industriale e il lavoro
Vito Nocera — Più nello specifico, cosa prevede il piano industriale?
Carmen Nappo — Il piano industriale si muove in tre filoni: una lavorazione di carpenteria metallica; inseguitori solari che movimentano i pannelli in funzione del movimento del sole; la produzione di cabine di trasformazione dell'energia elettrica per impianti fotovoltaici. Infine, un laboratorio di ricerca sulle tecnologie rinnovabili in collaborazione con l'Università Federico II e con il Cnr. Il piano prevede il reintegro dei 294 lavoratori ex Whirlpool, già assunti, e l'inserimento di altri 55 nuovi addetti.
Vito Nocera — Sarà un'attività lavorativa piuttosto impegnativa. State facendo la formazione?
Carmen Nappo — Sì, stiamo completando il percorso di formazione per poter essere impiegati nei modi più appropriati. La formazione è necessaria anche come garanzia per la sicurezza, sia per le lavorazioni sia per l'affidabilità degli impianti.
Memoria, gratitudine e vigilanza
Vito Nocera — La bella serata di Massa di Somma, in cui avete ringraziato quanti hanno contribuito in qualche modo alla vostra vertenza, è stata un successo. Avete ringraziato tutti: le istituzioni, i partiti, i sindacati, la stampa, dal governo fino al sottoscritto. Una bella pagina di intelligenza operaia.
Carmen Nappo — La serata del 27 maggio è stata un momento di grande coesione e unità di lavoratrici e lavoratori. Non solo una ricorrenza, ma l'esigenza di mantenere viva la memoria dei sacrifici affrontati durante gli anni della vertenza e di esprimere una gratitudine profonda a chi ha camminato al nostro fianco: sindacati, istituzioni, rappresentanti politici, artisti, cittadini e realtà associative territoriali e nazionali.
Vito Nocera — La presenza di autorità pubbliche e dell'impresa è stata un segnale importante.
Carmen Nappo — Sì, quella serata è stata anche un importante momento di confronto sul futuro, offrendo un quadro chiaro sulla situazione: l'impegno per la reindustrializzazione, i corsi di formazione, la bonifica del sito, il completamento dei lavori anche per il secondo sito previsto a Pomigliano. E poi la garanzia della mano pubblica, testimoniata dai rappresentanti di Invitalia e del Governo.
Vito Nocera — Un'occasione per voi anche per ribadire che vigilerete su ogni passo del percorso, e di soddisfazione per il risultato conseguito con tanti sacrifici.
Carmen Nappo — Certo. Anche per questo rimarremo organizzati con l'Associazione Via Argine 310, che abbiamo costituito. Sappiamo che niente è facile e che anche risultati importanti possono sempre incontrare ostacoli o difficoltà. Rimaniamo vigili.
Intanto, però, siamo contenti di essere parte di questo progetto così innovativo. Per noi è un'occasione anche di crescita professionale: stiamo imparando che dietro un campo solare non ci sono solo pannelli, ci sono strutture, meccanica, controllo e progettazione. Il fotovoltaico non è un singolo componente, ma un sistema in cui ogni elemento contribuisce alle prestazioni complessive. Per questo è importante la formazione.
Vito Nocera — State incontrando molte difficoltà in questa riconversione?
Carmen Nappo — Noi non siamo del tutto privi di capacità tecniche: eravamo comunque addetti a un settore produttivo di alta gamma. Ma un conto sono le lavatrici, altro è un settore così complicato e strategico. E di questo siamo particolarmente orgogliosi. Sembrava un sogno; in certi passaggi della vertenza tutto sembrava perduto e invece eccoci qui, nuovamente occupati e in un settore strategico per tutta la società.
Continua a leggere — La lettera

Ciò che non diventa talento diventa ferita
Dentro la violenza che attraversa la scuola italiana non c'è solo disagio, ma un'energia non riconosciuta. E una domanda che il sistema educativo fatica ancora a vedere.